La Storia

Il territorio di Racconigi fu già abitato in epoca romana, come testimoniano alcune tombe a cappuccina ritrovate nei pressi della città. L'area era abitata dalla tribù dei Bagienni, tribù che, in seguito alla invasioni galliche, si assimilò con le nuove popolazioni dando vita ad una fusione celto-ligure dedita all'agricoltura.

Il paese, tuttavia , ha origini medioevali ed i primi documenti nei quali è menzionato il nome di Racconigi risalgono all'anno Mille ed è del 1004 la prima citazione di un fortilizio .

La comunità, da subito, incominciò a strutturarsi intorno al catello fortificato erigendo un impianto  che comprendeva il castello di Bonavalle ( ancora esistente) ed altri manufatti più antichi.

Nei secoli fu feudo di diverse famiglie e nel 1414, con l'estinzione dei signori di Acaia, divenne feudo dei Savoia-Racconigi.

Con l'approvazione dei signori del momento tra il 1420-1430 venne messo per iscritto il primo Statuto Comunale " Libro della Catena" contenente circa 90 articoli che disciplinavano la vita socio-economica della comunità.

Fu di quel periodo l'introduzione della coltura del gelso e del baco da seta che portò sul territorio, negli anni 1600-1700, una fiorente attività serica. .

Nel 1605 morì, senza eredi, Bernardino II, ultimo esponente del ramo Savoia-Racconigi. la vedova Isabella Glillet dispose che l'eredità venisse destinata al duca Carlo Emanuele I, riservandosi l'usufrutto del castello di Racconigi fino alla sua morte.

Nel 1620 il feudo Savoia -Racconigi diventò parte integrante delle terre assegnate ai Savoia Carignano.

Fu da quell’epoca che il castello ed il parco divennero polo di grande interesse per l’architettura, per l’arte, per la cultura ed il paesaggio. Fu in questo periodo che il giardino, posto nella zona a nord del maniero, venne sistemato  da Le Notre, architetto del paesaggio  tra i principali della stagione barocca e formalizzatore del giardino alla francese . In quel periodo, al castello, vi fu pure il lavoro artistico di Emanuele Tesauro un drammaturgo, rettore, storico, autore del celebre trattato  "Il cannocchiale aristotelico", considerato «una pietra miliare sul cammino della storia dell'estetica», che ideò un sito con riferimenti astronomici. Di quel giardino, ai nostri giorni, restano pochi pezzi marmorei. Furono ricostruite in forme barocche le due parrocchiali di Santa Maria Maggiore e S. Giovanni Battista, rimodernate le confraternite e fondato l'ospedale di carità grazie al generoso lascito di Angelo Spada

Il centro storico, aggregato intorno a piazza Vittorio Emanuele II (nella tradizione locale la piazza degli uomini), presenta differenti palazzi di origine tarda-manierista con interessanti cortili colonnati su cui si affacciano le più importanti residenze borghesi ed aristocratiche di Racconigi dei primi decenni del ‘600.

Nelle campagne di Racconigi si costruirono notevoli ville, volute da famiglie prominenti che desideravano partecipare alla vita di corte del castello: la villa Berroni (con relativo parco) la villa S. Lorenzo (già residenza di un commendatore dei Cavalieri di Malta, che la realizzò poco prima che fossero aboliti dai Savoia a fine Settecento), la villa del Cayre (già residenza del pittore Augusto Levis)

Il castello, divenuto appannaggio dei principi di Savoia-Carignano, fu oggetto di grandi interventi architettonici e paesistici: a fine Seicento il principe Emanuele Filiberto chiamò Guarino Guarini a progettare il nuovo impianto.

Fu solamente realizzato il fronte nord, con le due grandi torri ed il corpo mediano. e nel corpo mediano venne ricavata la Galleria di Diana, decorata con grandi opere a stucco realizzate da Giuseppe Bolina

A partire dal 1757 Ludovico Luigi Vittorio di Carignano commissionò, all’arch. Giovan Battista Borra, un notevole rimaneggiamento, secondo il gusto neoclassico tipico dell’epoca. A Lui si deve il rifacimento della facciata meridionale con l’aggiunta di colonne corinzie e lo scalone monumentale.

Il Borra inserì la sala da ballo al posto del cortile interno e coprì lo spazio con una volta dipinta da un finto cassonetto. Esso è l’attuale salone d’Ercole (con statue in stucco nelle nicchie ai due livelli), con la loggia dei musicisti su colonne ioniche.

Con l’ascesa al trono di Carlo Alberto, principe di Savoia Carignano,  il castello venne trasformato in residenza reale.

Pelagio Palagi fu tra gli artefici del nuovo assetto  e, sull’architettura delle ali est ed ovest, lavorò Ernest Melano.

Il parco, premiato nel 2010 come il parco più bello d’Europa, fu un progetto di parco all’inglese (con rifacimento di gran parte dell’impianto di Giacomo Pregliasco, realizzato a fine Settecento).

Carlo Alberto chiamò al suo servizio il giardiniere tedesco Xavier Kurten che seppe aderire perfettamente ai sentimenti del re e fece una “cosa” di estrema intelligenza: portò all’interno del muro di cinta il paesaggio che si ammirava fuori .

Kurten progettò boschetti formati da alberi e cespugli tipici dei boschi di pianura, piccole radure e grandi prati disegnati da una fitta rete di viali dall’andamento sinuoso, da un grande sistema di canali navigabili, da un grande lago. Poi, al culmine dei tracciati, Pelagio Palagi inserì nuove strutture " Le Margarie" con la “Cappella del Beato Alberto di Savoia” nell’angolo settentrionale della manica est ed il Reposoir, un salottino di sosta per la Regina Maria Teresa nella torre angolare di levante Gli ambienti affiancavano le scuderie nella manica ovest e la Citroniera per il ricovero degli agrumi ed i magazzini nella manica est, insieme agli alloggi delle principali maestranze che gestivano la tenuta. Alla sommità dell’edificio, lo scultore Gaggini scolpì la statua in marmo bianco dell’Immacolata e  la fontana al centro della corte.

Alla fine del settecento Racconigi capitolò di fronte alle armate francesi e divenne parte del Dipartimento della Stura.

Nel 1835 Racconigi fu colpito da una virulenta epidemia di colera con un numero di morti giornalieri, a detta delle testimonianze dell'epoca, superiore alla ventina,

Economia

L'economia del paese è mista. Molto sviluppata è l'agricoltura, soprattutto quella a carattere familiare,  caratterizzata da coltivazioni intensive, soprattutto di natura cerealicola(mais, grano e soia) Esse rappresentano una percentuale rilevante delle colture. Di minor rilievo sono la coltivazione di erbe officinali tra cui la menta e quella del pomodoro.

Fino alla metà del Novecento Racconigi si contraddistinse per la lavorazione della seta, l'ultimo setificio chiuse nel 1947. Nella seconda parte del xx secolo si insediarono sul territorio le industrie metalmeccaniche creando occupazione supportata da un flusso migratorio.

Una voce consistente delle fortune di Racconigi è il turismo, non soltanto per l’apporto del monumento reale, ma anche per la presenza di un’oasi del WWF (cicogne ed anatidi)